Bomba e sparatoria a Oslo, 90 morti
La Norvegia sotto attacco. Una strage senza precedenti. Sono novanta i morti accertati. Il primo attacco alle 15.26. Nel centro di Oslo, una bomba esplode a poco distanza dalla sede del ministero del petrolio e dell’energia. Intorno al luogo dell’esposione, si trovano il Palazzo del Governo e la redazione del tabloid VG.
Alle 17.27, nell’isola di Utoya, a trenta chilometri di distanza dalla capitale in linea d’aria, un uomo apre il fuoco in un campo estivo organizzato dai giovani luburisti, dove era prevista per oggi la partecipazione di Stoltenberg. L’attentatore, 32 anni, di nazionalità norvegese è stato arrestato. Secondo il capo della polizia Sveinung Sponheim c’è l’ipotesi che l’uomo sia stato visto a Oslo nei pressi del luogo dell’esplosione.
Ma chi è il colpevole? I primi sospetti, sulla base di quanto avvenuto negli ultimi due anni, si sono concentrati sui qaedisti, pronti a punire Oslo per la vicenda delle vignette sataniche. C’era persino una rivendicazione di una misteriosa fazione islamica.
Poi, con il passare delle ore, gli investigatori hanno spostato la loro attenzione su una pista locale, senza alcun legame con il terrorismo internazionale. In questo scenario, ancora molto confuso, elementi norvegesi hanno imitato le tattiche dei professionista qaedisti. Con un’azione simultanea che ha ricordato quanto avvenuto a Mumbai. Prima hanno colpito il centro di Oslo con un’esplosione di grande potenza, poi la sparatoria sull’isola. Metodi mediorientali per una strage legata all’estremismo interno, forse neonazista.
DOMENICO SISTI