La sola consapevolezza di un futuro migliore non sarebbe bastato a Obama per toccare i cuori degli americani, senza la sua grande oratoria e la sua strategia comunicativa dove ogni azione , ogni parola , ogni gesto sembra uscire da un manuale. Instaurare una relazione comunicativa forte con le persone attraverso valori, emozioni, coinvolgimento, buon senso, è stata una mossa vincente che ha portato alla vittoria finale in un paese dai mille volti come l’America. Era un outsider Obama, che attraverso la ricchezza creativa della Rete ha saputo diffondere i suoi messaggi, non limitandosi ad una semplice presenza on line, ma utilizzando tutte le tecnologie e le applicazioni della comunicazione digitale facendo dialogare tra di loro i suoi sostenitori, per farli sentire parte di un progetto comune. Le sue armi vincenti sono due veri fuoriclasse di comunicazione come Chris Hughes, uno dei quattro fondatori di Facebook e Lawrance Lessing, professore e autore di bestseller sulla free culture e dell’ultimo Remix. Nelle elezioni ha fatto leva sul sentimento di antipolitica diffuso che ha incarnato un desiderio di cambiamento dell’onda progressista USA. Si è appropriato del territorio simbolico e valoriale della parola chiave Change, che insieme al concetto di speranza ha sintetizzato nella sua tagline “Yes We Can” e al suo magnetismo di fronte alle folle è riuscito a commuovere e a risvegliare i recettori profondi della nostra corteccia cerebrale. Oggi Obama, da outsider a presidente degli Stati Uniti, deve superare subito una prova difficile: la crisi economica. Qui la caratteristica della strategia comunicativa è quella di utilizzare un messaggio che è parimenti importante, se non di più, rispetto al contenuto stesso del messaggio. Ricorda molto da vicino il pensiero del sociologo canadese Marshall McLuhan, legata all’interpretazione visionaria degli effetti prodotti dalla comunicazione sia sulla società che nel suo complesso sia sui comportamenti dei singoli. La sua riflessione ruota intorno all’ipotesi secondo cui il mezzo tecnologico che determina i caratteri strutturali della comunicazione produce effetti pervasivi sull’immaginario collettivo indipendentemente dai contenuti dell’informazione di volta in volta veicolata. Di qui, la sua celebre tesi secondo cui “il mezzo è il messaggio”. Il modello Obama è ora insegnato e studiato presso le Università. Una di queste, la Scuola di Comunicazione Iulm a Milano, ha inaugurato il primo Master in Social Media Marketing & Web Communication.
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